Progetto Fornativo e linee guida triennio 2015-16, 2016-17, 2017-18

PROGETTO EDUCATIVO

 

CHE COS’E’?
Il Progetto Educativo è lo strumento attraverso il quale intendiamo rendere trasparenti e leggibili  valori condivisi, finalità e caratteristiche dell’offerta formativa. E’ frutto del lavoro di gruppo dello staff che predispone ed organizza gli strumenti, i pensieri e le conoscenze per favorire le relazioni tra i tre soggetti del Nido: bambino-educatore-genitori.

CHE FUNZIONE HA?
Comunicare:
·         I principi fondamentali ai quali l’Asilo Nido ispira la propria attività
·         Gli obiettivi educativi generali e specifici
·         I progetti educativi, le modalità organizzative ed operative
·         La formazione dell’équipe
·         I collegamenti con la Scuola dell’Infanzia
·         Le modalità di partecipazione delle famiglie
Punto di partenza è la centralità del bambino inteso come individuo che possiede il diritto di costruire armonicamente ed integralmente la propria personalità, soddisfacendo le proprie esigenze, materiali, affettive e di conoscenza, in un ambiente favorevole.

CHI SIAMO? IL NIDO BIMBOPORTO SI RACCONTA…
Il nido e la scuola dell’infanzia bimboporto nascono nel settembre 2004 dal sogno di due amiche, e mamme, Erika e Patrizia.

La scuola dell’infanzia è paritaria dal 2005, il nido ha alcuni posti convenzionati con il Comune di San Mauro ai quali si accede attraverso le graduatorie del nido comunale dall’anno scolastico 2006/07 con un numero di posti che è variato a seconda delle disponibilità economiche del bilancio comunale e della dimensione delle liste di attesa (massimo 31 posti, minimo 10), L’intento è sempre stato quello di mettere a disposizione del territorio una scuola per tutti, privilegiando le esigenze lavorative dei genitori che sono nella zona industriale denominata Pescarito, nel territorio del comune di San Mauro ma anche al confine con Settimo T.se e Torino.

La struttura accoglie bambini dai 3 mesi ai 6 anni, con orario ampio ed elastico 7.30-18.30 dal lunedì al venerdì,  calendario scolastico effettivo dal 1° settembre al 31 luglio, con chiusura natalizia di una sola settimana. Siamo in una zona industriale per una precisa scelta, aiutare le famiglie quando entrambi i genitori lavorano, nell’interesse dei bambini che sono il nostro principale obiettivo. Anche se ci troviamo in mezzo a capannoni e uffici i nostri bambini possono godere di 650 mq di verde, privato e attrezzato solo per noi.

 

Dal 2015 rimane solo una delle fondatrici, Patrizia, che fa parte del personale con il ruolo di coordinatrice.

Vogliamo essere un nido ed una scuola che “fanno la differenza” che rendono gioiose le giornate dei bimbi, che rendono serene le giornate dei genitori.

Siamo una cooperativa sociale, e tutte le insegnanti ed il personale di cucina e delle pulizie sono soci, lavoriamo insieme per lavorare tutti.

Apparteniamo all’AVASM-FISM e partecipiamo al coordinamento pedagogico di zona, collaboriamo con il territorio di San Mauro e siamo sempre pronti a rispondere alle manifestazioni ed interventi anche sul territorio di Settimo T.se

Oltre alla convenzione cerchiamo ogni forma di e collaborazione con il Comune, le Parrocchie San Benedetto e Sant’Anna, con l’ASL, e tutti gli Enti e le associazioni del territorio. In particolare per questo triennio partecipiamo attivamente al progetto Altrotempo Zerosei della Compagnia di San Mauro che con il Comune e le scuole del territorio finanzia progetti di coinvolgimento delle famiglie nelle attività che possono supportare la crescita dei piccoli.

Ci proponiamo come servizio educativo/sociale qualificato dai seguenti elementi:

  •  Attenzione personalizzata allo sviluppo psico-fisico-affettivo del bambino/a;
  •  Osservazione come strumento costante del lavoro;
  •  Ambiente rassicurante, familiare, accogliente ed in continua evoluzione in base alle reali esigenze dei bambini e delle loro famiglie;
  •  Personale dotato di specifica competenza professionale costantemente aggiornato;
  •  Formazione continua del personale;
  •  Consulenze di supporto dell’équipe (psicologa, pedagogista, logopedista, pediatri, psicomotricista, ecc..)
  •  Continua attenzione alle famiglie ed ai loro bisogni (orari flessibili, circolarità delle comunicazioni, sostegno alla genitorialità, occasioni di incontro e di ascolto)
  • Apertura al territorio.

I bambini sono divisi in gruppi omogenei di età, utilizzando come discriminante l’ anno di nascita a scandire la loro vita scolastica, eventuali bambini che possono anticipare l’ingresso alla scuola dell’infanzia vengono valutati nell’anno di compimento del 2° anno. I piccoli sono chiamati musicisti i medi  pasticcioni  e i grandi  camaleonti.

 

ELEMENTI PEDAGOGICI DELLA VITA AL NIDO

Le routines: la giornata al nido è scandita da momenti di routine prevedibili, che danno un ritmo, sequenza e durata, garantiscono sicurezza e aiutano progressivamente il bambino a sapere in anticipo cosa accadrà nella giornata, consentendogli di affrontare la stessa in serenità.

La giornata al nido viene scandita da alcuni momenti fissi:

7:30-9 accoglienza

9-9:30 spuntino con la frutta

9:30 sala igienica

10-11 attività didattiche e/o gioco

11 sala igienica e preparazione al pranzo

11:30 pranzo

12:30-13 uscita part-time

13-13:30 preparazione al sonno

13:30-15:30 nanna

15:30 sala igienica

16 merenda

16:30 in poi uscita

 

Il colloquio

Nido e famiglia sono due sistemi, ciascuno con le proprie regole più o meno esplicite, che devono imparare a conoscersi, scambiarsi informazioni e collaborare, per dare risposte adeguate alle esigenze evolutive dei bambini.

Al rapporto con le famiglie le educatrici dedicano una particolare attenzione a cominciare dal colloquio prima dell’inserimento, soprattutto quando si inseriscono bambini di famiglie appartenenti a culture diverse, per aiutarli a superare eventuali disagi. Le informazioni che i genitori e/o le altre figure di riferimento forniscono sono elementi che verranno utilizzati per una migliore accoglienza del bambino e per la predisposizione di esperienze che ne favoriscano la crescita e lo sviluppo.

Il dialogo personale così avviato potrà continuare, oltre che attraverso scambi quotidiani, anche con eventuali altri colloqui più approfonditi nell’arco della permanenza del bambino al nido.

“Con i vostri occhi” al genitore viene chiesto di scrivere, a casa in tranquillità, un piccolo testo che ci descriva il bambino, per aiutarci a conoscerlo ed a conoscere la famiglia.

L’inserimento

L’inserimento non è importante solo per il bambino ma anche per il genitore in quanto partecipa per un certo periodo di tempo alla vita che il bambino conduce al nido: il genitore acquista fiducia nelle educatrici e conosce l’ambiente nel quale il proprio figlio vive durante la sua assenza. L’inserimento graduale si rende necessario per consentire al bambino la conoscenza del nuovo ambiente, per potersi abituare ai nuovi orari, per instaurare un rapporto affettivo con persone sconosciute. Il periodo di inserimento ha una durata di circa una-due settimane. Tale periodo può variare in base alle esigenze del bambino.

L’interazione

La molteplicità delle esperienze e delle situazioni che il bambino ha la possibilità di vivere durante la prima infanzia sono fondamentali e contribuiscono a gettare delle buone basi per uno sviluppo psicofisico ottimale. Risulta quindi essere di fondamentale importanza il ruolo dell’educatrice, che opera in modo da rendere il contatto quotidiano col bambino rassicurante, tenendo presente che il più delle volte l’esperienza dell’asilo nido è la prima esperienza di distacco per un certo numero di ore dall’ambiente nel quale il bambino vive quotidianamente. Molte volte è anche la prima esperienza di contatto con altri bambini. E’ assai importante il ruolo che assume la “figura di riferimento” nei confronti del bambino al primo impatto, soprattutto durante la fase di inserimento: l’atteggiamento rassicurante e consolatorio, la sua disponibilità e l’empatia sono fondamentali in questo delicato momento. Il bambino sa che quella educatrice si occuperà di lui.

Diversi fattori influenzano il modo di mettersi in rapporto con gli altri bambini: l’età, il sesso, l’esperienza fatta in famiglia (se si hanno fratelli o sorelle), se i genitori lo hanno spesso posto a contatto con altri bambini o se è sempre vissuto in compagnia di adulti.
Proprio l’imparare a stare con gli altri, interagire e socializzare con loro, costituisce una parte importantissima dello sviluppo di ogni bambino.
Per raggiungere tale obiettivo occorre entrare in possesso di abilità che consentano di interagire appropriatamente con soggetti molto diversi da se stessi e fra di loro.

Il nido, proprio per le sue caratteristiche e per l’utenza che accoglie, favorisce tali fondamentali interazioni in cui ogni bambino sperimenterà le proprie risorse, imparando a trovarne di migliori se la situazione lo richiede.
Viene quindi affermata la fondamentale importanza delle interazioni con i coetanei per il formarsi ed il consolidarsi della personalità e per lo sviluppo delle capacità comunicative.
Il bambino si trova immerso in un universo di relazioni molto complesso. Nel corso dello sviluppo stabilisce e consolida rapporti di interrelazione anche con i suoi coetanei.

L’asilo nido nella sua funzione socializzante vede il bimbo soggetto di moltissimi contatti.
I bambini più grandi interagiscono con i più piccoli e il loro rapporto progredisce; inoltre il bimbo più grande è convinto che l’altro comprenda tutto ciò che egli fa e dice: in tal modo diventa per lui un prezioso stimolo alla crescita.

Molto spesso il bambino piccolo stabilisce o ristabilisce il contatto con gli altri (adulti e bambini) attraverso un comportamento di offerta.    Questo dà origine a reciproche imitazioni o ad attività di cooperazione e inoltre l’interazione si manifesta con sorrisi, carezze, abbracci, prendersi per mano, ecc..…..

 

L’accoglienza

L’ingresso dei bambini avviene tra le ore 7.30 e le ore 9: per esigenze familiari può essere posticipato oltre le 9 dopo averlo comunicato alle educatrici di sezione.

Per le tre sezioni l’accoglienza avviene in salone. Questo luogo ha le seguenti caratteristiche: spazio ampio e aperto, destrutturato, ovvero ricco di materiali per il gioco libero, dove vengono predisposti anche angoli per giochi più tranquilli, dove i bambini possono familiarizzare tra loro e con l’ambiente nido.

E’ forse il momento più ricco di emotività per il bambino e per il genitore che lo accompagna.

Il bambino giunge al nido e si separa dalle figure adulte di riferimento. E’ il momento in cui i genitori scambiano con le educatrici le informazioni necessarie a rendere più serena e tranquilla la giornata del piccolo. Si evitano sia congedi frettolosi sia rituali troppo lunghi.

La cura del corpo

Io e il mio corpo . Io e il corpo degli altri
sono momenti di cura individuale fondamentali per la crescita del bambino, L’educatore ha il compito di favorire il benessere psico-fisico del piccolo e ciò avviene attraverso gestualità e parole ripetute con tono sereno per permettere una percezione positiva della corporeità, l’instaurarsi di una relazione fiduciosa con l’adulto oltre che l’acquisizione graduale dell’autonomia.

Impariamo ad usare il “vasino” (sez. Pasticcioni e Camaleonti)

L’educatore, nell’introdurre l’uso del vasino (e poi del water), non deve avere fretta ma rispettare i tempi del bambino a seconda dell’età e del suo sviluppo psico-fisico. In ogni caso il passaggio dal pannolino al vasino deve essere proposto con dolcezza, stimolando la curiosità di conoscere e di sperimentare. Pertanto la strada da percorrere verso l’autonomia dovrà essere segnata da un senso di conquista e non di frustrazione (imposizione). La “sala igienica” rappresenta anche il giusto contesto per i bambini che imparano a lavarsi le mani, il viso, ed i denti da soli.

L’alimentazione.

Lo spuntino del mattino, il pranzo e la merenda del pomeriggio rappresentano momenti di socializzazione e convivialità importanti, di scambio verbale con l’adulto e con i bmabini, oltre che di apprendimento di regole sociali e di buone abitudini alimentari. L’ambiente è sereno, ordinato, rassicurante, prestando cura allo stile relazionale.

Il pranzo viene servito alle ore 11,15 circa per la sezione musicisti; alle 11,30 circa per le sezioni pasticcioni e camaleonti e dei musicisti che mangiano “a pezzi” (cioè non più frullato). Si svolge nello spazio preposto.

Nella sezione Musicisti l’educatrice, dopo aver portato in sala igienica a lavare le mani un bimbo per volta, lo fa accomodare, a seconda dell’età, sul seggiolone o sulle sedie, spiegando con parole semplici e chiare ogni azione che caratterizza questo momento. Prima di sedersi ogni bambino indosserà il bavaglino. L’operatrice di sezione insieme all’educatrice serve ai bambini i piatti con pappe personalizzate a seconda dell’età; ai bambini durante il periodo di svezzamento vengono proposti assaggi di verdure e secondi piatti.

Il pane viene invece servito a fine pasto.

Il bisogno di manipolazione del bambino viene assecondato senza restrizioni, soprattutto nel periodo di passaggio da un tipo di alimentazione all’altra. Vengono però contenuti eventuali comportamenti del bambino finalizzati a buttare cibo in terra.

Nelle sezioni Pasticcioni e Camaleonti, l’educatrice, dopo aver accompagnato il proprio gruppo di bambini in sala igienica a lavarsi le mani (operazione che l’educatrice cerca di far fare il più autonomamente possibile ai bambini, secondo un rituale didattico, ad esempio: versa il sapone, apre l’acqua e dopo qualche minuto li invita ad asciugarsi verbalizzando con pazienza ciò che stanno facendo), mette ad ognuno il bavaglino. Ogni bambino prende posto al proprio tavolo, mentre l’operatrice prepara i piatti.
E’ importante che il bambino viva il momento del pasto in modo attivo e partecipe e non come una forzatura; inoltre se nel prendere e nell’offrire cibo non c’è gioia “ogni piatto si colorerà di grigio”. Per questo l’adulto ha una grande responsabilità rispetto al modello che offre in questo particolare momento. L’educatrice siede a tavola con i bambini, incoraggiandoli ed aiutandoli dov’è necessario e valorizzando l’importanza educativa di questo momento. Nella sezione Camaleonti il momento del pranzo oltre ad essere un momento di routine serve a favorire l’autonomia del bambino. Se qualche bambino deve osservare diete particolari per motivi di salute, questo dato viene comunicato e spiegato agli altri bambini. Stesso atteggiamento viene tenuto nei casi di differenze alimentari dovute a  motivi religiosi.

Il sonno

Sez. Musicisti
Si svolge nel locale adibito a dormitorio con lettini a sbarre (come a casa). Viene curato dalle educatrici di riferimento con l’ausilio di ciuccio, passeggini, carillon, ecc. Esso viene inserito nella vita del nido come un momento formativo e non di routine.
Avviene in un contesto privilegiato rispettando tempi, esigenze e ritmi fisiologici di ognuno.
L’educatrice pone in essere questo momento con una gamma di comportamenti tesi a stabilire un contatto corporeo di tipo intenso-protettivo col bambino (es.: prenderlo in braccio, cullarlo, coccolarlo, stringerlo a sé, avvolgerlo nel calore del proprio corpo, ecc.). Gli permette inoltre di succhiare il ciuccio, il biberon, pupazzi, il dito, l’angolo del lenzuolo, ecc.; così facendo facilita la rassicurazione attraverso il “piacere primitivo” (fase orale, suzione).
Il bambino, successivamente, tende a sviluppare una maggiore mobilità di rappresentazione, ovvero lo “schema di permanenza dell’oggetto”. Questa mobilità ha degli effetti importanti anche sul piano dei rapporti interpersonali; infatti anche la figura materna e le persone a lui conosciute non sono più un complesso di esperienze sensoriali ma diventano oggetti di interiorizzazione che possono essere ricordati ed evocati. Gli educatori si avvicinano a questo momento con dolcezza e sensibilità.

Sez. Pasticcioni e Camaleonti

Si svolge in uno dei saloni adibiti a dormitorio con materassini e viene curato dagli educatori. Tra le ore 13 e le 13.30 quasi tutti i prendono sonno per risvegliarsi intorno alle ore 15.30, 15:45
Il sonno rappresenta un momento critico che coincide con la perdita di contatto con gli altri e con l’ambiente; per questo è fondamentale tranquillizzare il bambino cercando di stabilire un contatto empatico (coccole e carezze) che faciliti l’abbandono e nel contempo lo rassicuri che al risveglio troverà ciò che ha lasciato. Pertanto il genitore viene invitato a portare eventuali oggetti transizionali (es.: pupazzi, bambole, fodere, ecc.).

L’educatrice, dopo aver provveduto alle cure del corpo del bambino (cambio, igiene personale e rituale del ciuccio, se ne fa uso) valuta le modalità da attuarsi (ritmo fisiologico) invitandolo ad andare a dormire. I bambini, dopo essere entrati nel dormitorio, si recano verso il proprio lettino e stimolati dall’educatore iniziano a sfilarsi le scarpe che vengono riposte ai piedi del letto. I piccoli, così facendo, imparano ad affinare la coordinazione psico-motoria, acquisendo una maggiore autonomia (indipendenza).

L’educatrice, prima che i bambini prendano sonno, propone solitamente melodie, filastrocche, ninne – nanne, fiabe (cantate, raccontate o ascoltate mediante l’ausilio di cassette stereo) e contestualmente si assicura che i piccoli siano in possesso del pupazzetto – se normalmente usato o richiesto – in modo che il bambino possa riorientarsi e ritrovare i suoi ritmi, oppure cambiarli del tutto. Successivamente aiuta i bambini nella fase di addormentamento, tenendo conto delle notizie acquisite in precedenza (colloquio).

Anche al momento del risveglio viene data un’adeguata importanza perché ogni bambino riprende il contatto con il mondo esterno usando modalità diverse. È importante che i piccoli, nel momento del riposo, abbiano con se un oggetto transizionale (personale o del nido) che gli sarà accanto al momento del risveglio. I bambini, qualora si risveglino prima, potranno attendere serenamente a letto o nell’angolo morbido il risveglio dei loro compagni, per poi essere alzati tutti assieme e accompagnati nella sala igienica.

Per migliorare l’approccio al momento sonno e risveglio abbiamo creato l’angolo morbido che può essere utilizzato dai piccoli ogni qual volta ne sentano il bisogno (prima o dopo il risveglio), nonché dai bambini in attesa dei familiari (prima uscita 13.00 – 13,30).
Quest’angolo consente ai bambini di sentirsi maggiormente a loro agio, più sicuri e tranquilli, instaurando rapporti intimi e diretti di carattere affettivo tra bambino e “oggetto”. Le educatrici, in questo contesto, osservano con attenzione i comportamenti dei piccoli, pronti ad intervenire qualora si manifestino delle necessità (fisiologiche o di pericolo).

Il saluto

L’uscita per i bimbi iscritti al “tempo breve” avviene dalle 12.30 alle 13.00 nel salone della sezione. Per gli altri bimbi l’uscita avviene dalle 16 alle 18.30 secondo gli orari di frequenza concordati con i genitori, nei diversi spazi della sezione in cui si trovano i bambini. Come per l’ingresso quindi, l’uscita non avviene ad un orario stabilito uguale per tutti.

Quando rimangono pochi bambini l’educatrice di turno li raggruppa ed offre loro opportunità di gioco; in questa fase della giornata l’educatrice può osservare attentamente le reazioni di ogni bambino, in relazione all’uscita dei compagni al fine di mettere in atto le risposte più adeguate sia sotto il profilo educativo che psicologico; poiché ogni bambino può reagire secondo modalità proprie in relazione all’uscita di altri bambini (così come accade quando un altro bambino arriva dopo di lui) è importante che l’educatrice “contestualizzi” quel momento fornendo spiegazioni che possono tranquillizzare ed orientare il bambino, ad esempio: “Ti preoccupi perché vedi gli altri bambini andare via, ma non è il caso, perché vedrai che la mamma ti verrà a prendere dopo che avremo terminato questo gioco” oppure “Abbiamo già fatto merenda quindi anche la tua mamma arriverà molto presto”.

L’educatrice accoglie il genitore informandolo sull’andamento della giornata: se il bambino è stato bene, quale attività ha svolto, come si è comportato, ecc. e si rende disponibile a rispondere alle domande del genitore con l’aiuto di quanto scritto sull’agenda dalle colleghe. Tempi e modalità precise e ricorrenti per lo scambio di informazioni fra nido e famiglia sono importanti affinché i genitori conoscano non solo lo svolgersi delle attività ma siano anche informati circa le reazioni del bambino ed il suo livello di integrazione nell’ambiente nido. Quando non siano sufficienti le informazioni di fine giornata si rimanda ad un colloquio individuale. Il regolare scambio di informazioni inoltre favorisce lo stabilirsi di una buona relazione e aumenta il clima di reciproca fiducia. Se si parla in presenza del bambino, come spesso avviene, occorre farlo tenendo conto di lui, usando cioè le parole giuste, quelle che può sentire.

È importante che il genitore non scarichi sul bambino (come emerge spesso dalle osservazioni) il peso della propria giornata di lavoro e che quindi non lo innervosisca (dicendo, ad esempio:” Vieni, non fare storie, non farmi perdere tempo, dobbiamo andare ancora a fare la spesa” ecc…) E’ invece molto utile che l’educatrice ed il genitore insieme facciano comprendere al bambino che ogni attività va interrotta, che è ora di salutarsi e che ci si rivedrà il giorno successivo.

Le attività:

  • Attività programmate intese come percorsi con materiali e strumenti idonei a promuovere e incoraggiare la naturale curiosità e spontaneità dei bambini, valorizzando il piacere del fare e lo spirito creativo dei piccoli. I momenti guidati, che appaiono ai bambini come normali giochi, propongono in realtà specifiche attività collegate alla programmazione didattico/educativa annuale.
  • Momenti di gioco libero, sono attività meno strutturate che impegnano il bambino permettendo di scegliere in libertà, esplorare conoscere e sperimentare le proprie capacità facendo esperienze in autonomia.
  • Esperienze relazionali e sociali, fanno parte delle attività che si svolgono in modo meno consapevole ma che sono fondamentali nello sviluppo del bambino come individuo inserito in una comunità di pari, non solo all’interno della cerchia familiare.

 

OSSERVAZIONE, PROGRAMMAZIONE, VERIFICA,

DOCUMENTAZIONE DELL’INTERVENTO EDUCATIVO

Osservare significa attribuire “senso” ad ogni gesto, considerare ogni bambino che ci viene affidato unico e meritevole di un intervento specifico. Tramite l’osservazione gli educatori accrescono le conoscenze in merito allo sviluppo di ogni singolo bambino e delle sue competenze, si affinano le capacità di cogliere i messaggi della sua espressività e le sue richieste implicite.

La programmazione educativco-didattica è pensata e pianificata per aderire flessibilmente ai ritmi di sviluppo ed accompagnare la crescita del bambino (vedi allegato del progetto annuale di ogni sezione))

La verifica valuta non il bambino ma l’efficacia dell’intervento, del metodo e degli strumenti utilizzati dagli educatori consentendo loro di riformulare la programmazione sui nuovi bisogni rilevati.

Documentare significa raccogliere e conservare tutto ciò che può raccontare la vita del bambino al nido. In questo modo si crea una memoria individuale e collettiva del percorso di crescita evidenziando l’intenzionalità del percorso educativo.

I documenti che utilizziamo sono:

  • Le linee guida, ed il progetto educativo che rendono trasparenti e leggibili i valori le finalità e le caratteristiche del nido bimboporto;
  • Il regolamento del servizio, che viene consegnato ad ogni nuovo iscritto e pubblicato sul sito www.bimboporto.it  ad ogni modifica o edizione successiva;
  • Il fascicolo del percorso annuale che viene consegnato alle famiglie alla riunione di inizio anno, a settembre, ed a ogni bambino che si iscrive successivamente, nel quale sono indicati il progetto educativo annuale, le uscite didattiche e d i progetti di laboratori extracurricolari previsti per l’anno.
  • Intervento individualizzato, definisce ambiti di sviluppo di ogni bambino e viene “messo per scritto” qualora si riscontrino necessità particolari di intervento;
  • Il diario di viaggio, è il quaderno di ogni bambino corredato di commenti e fotografie che viene scritto dagli educatori dal primo giorno del bambino al nido fino al termine del suo percorso. E’ utile, oltre che un caro ricordo, per il genitore per vedere i progressi del proprio bambino, ed è utile come portfolio per il passaggio alla scuola dell’infanzia;
  • Il diario del giorno una semplice scheda che racconta le parti essenziali della giornata, indispensabile per i passaggi di consegna tra educatori e nel rapporto serale alla famiglia.
  • La bacheca dei genitori ove si racconta con un breve scritto o delle immagini, l’attività didattica svolta nella giornata ed il menù della giornata;
  • I verbali dei colloqui, dell’équipe, testimoniano il lavoro svolto “dietro le quinte”
  • Le procedure e la modulistica di qualità (UNI-EN ISO 9001-2008) validano le modalità operative dei nostri servizi per la prima infanzia.

 

GLI SPAZI E GLI AMBIENTI

Gli spazi sono luminosi e accoglienti, tutto è a misura di bambino, l’adulto “deve” abbassarsi per interagire al livello dei piccoli, e sono strutturati perché ogni spazio, con arredi opportuni, si “spieghi da solo” e sia riconoscibile nella sua funzione, inoltre tutto lo spazio è definito in modo da favorire l’autonomia.

L’ambiente è suddiviso in modo elastico e versatile di anno in anno, secondo il numero degli iscritti per sezione si identificano al meglio gli spazi da utilizzare in modo che abbiano sempre tutti il giusto ambiente.

  • Spazio dell’accoglienza: è il salone dove i genitori saluta il bambino con la routine della campana da suonare per “chiamare” l’educatrice.
  • Spazio individuale, l’armadietto personale di ogni bambino caratterizzato dalla fotografia e dal simbolo della sezione di appartenenza, oltre che dalla collocazione, in alto i più piccoli, in basso i camaleonti affinché possano essere quasi autonomi nella gestione de loro abiti.
  • Angolo morbido, piacevole e confortevole dove essere coccolati.
  • Salone della Giocomotricità, arredato specificamente per il movimento
  • Salone delle attività, dedicato alla manipolazione ed alle attività didattiche più specifiche, colori pennarelli, plastilina.
  • Angolo del gioco simbolico, dove giocare a cucinare, dormire, fare la spesa, una casa in miniatura.
  • Spazio del pranzo, con tavoli e sedie per poter mangiare insieme, divisi tra più grandi e più piccoli, autonomi e meno autonomi.
  • Spazio del cambio, con fasciatoio e sanitari a misura di bambini.
  • Il giardino, con prato e ombra, dondoli e casette.