Piano Triennale dell’Offerta Formativa PTOF

La scuola dell’infanzia Bimboporto, Piano Triennale dell’Offerta Formativa

(P.T.O.F.) 2015/18 anni scolastici 2015/16 – 2016/17 – 2017/18

 

Elaborato dal Collegio dei Docenti il 14 gennaio 2016, approvato dal Consiglio d’Istituto il 15 gennaio 2016.

INDICE

  1. Premessa
    • Riferimenti normativi
  • La comunità e i tratti della sua storia
  • I pilastri dell’azione educativa
    • I soggetti
    • Lo scopo
    • Il metodo
    • Le mete
  • La proposta formativa della scuola

4.1 Gli Orientamenti

4.2 I traguardi e gli Obiettivi

4.3 La Religione Cattolica

4.4 Progetto annuale 2015-16

4.5 Attività integrative

5    Per una scuola migliore

5.1 La valutazione e gli strumenti di valutazione

5.2 La documentazione del lavoro

6    Gli Spazi e la Giornata scolastica

6.1 Spazi

6.2 L’inserimento e i tempi della scuola

6.3 Il calendario scolastico e le chiusure della scuola

7    La responsabilità di Essere

7.1 Scuola, Insegnanti e Genitori

7.2 Il regolamento della scuola

8    Le Figure professionali

8.1 Ricevimento e orari uffici

8.2 Le persone che operano nella scuola

8.3 Formazione del personale

  1. Premessa
  • Riferimenti normativi

Il Collegio Docenti:

vista la legge n. 107 del 13.07.2015 (d’ora in poi: Legge), recante la “Riforma del sistema

nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative

vigenti”;

preso atto che l’art.1 della predetta legge, ai commi 12-17, prevede che:

1) le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico

precedente il triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa (d’ora in poi:

Piano);

2) il piano deve essere elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività

della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico;

3) il piano è approvato dal consiglio d’istituto;

4) una volta espletate le procedure di cui ai precedenti punti, il Piano verrà pubblicato nel

portale unico dei dati della scuola;

tenuto conto

delle collaborazioni in atto con l’Ente Locale, con le diverse realtà istituzionali,

culturali, sociali ed economiche operanti nel Territorio, con le Famiglie e le associazioni dei

genitori; in quanto inserisce, nell’ambito della didattica curricolare, i temi di carattere

ambientale, sociale e civile che sono alla base dell’identità culturale e della pratica della

cittadinanza attiva;

REDIGE

il presente Piano Triennale dell’Offerta Formativa;

il Piano potrà essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre per tener conto di eventuali

modifiche.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) è il documento espressivo dell’identità della scuola che declina operativamente le scelte educative descritte nei documenti costitutivi quali lo Statuto dell’Ente Gestore e il Progetto Educativo. La sua redazione si richiama alle norme del D.P.R. n. 275/1999, della Legge, n. 62/2000, della Legge n. 107/2015, e dal D.M. n. 254/2012.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa contiene le scelte relative al metodo educativo e all’offerta formativa esplicitate attraverso la progettazione curricolare, extracurricolare e organizzativa.

Il PTOF è stato elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola ed è stato strutturato in maniera da adeguarsi nel tempo, attraverso l’aggiornamento delle sue parti in relazione all’esplicitarsi delle nuove esigenze educative e formative e delle risorse economiche e di personale messe a disposizione della scuola.

L’attuale stesura del P.T.O.F. è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente gestore della scuola il 14 gennaio 2016 ed ha valore per gli anni scolastici 2015/16+-2019/17-2017/18.

La scuola dell’infanzia bimboporto paritaria secondo la L. n. 62 del 10/3/2000 e il D.M. n. 31 del 18/3/2003, paritaria per decreto Prot. N, 3506 del 22/12/2005 dall’anno scolastico 2005/06 e successivi.

  1. La comunità e i tratti della sua storia

Il nido e la scuola dell’infanzia bimboporto nascono nel settembre 2004 dal sogno di due amiche, e mamme, Erika e Patrizia.

La scuola dell’infanzia è paritaria dal 2005, perché fin da subito l’intento era di dare al territorio una scuola per tutti, privilegiando le esigenze lavorative dei genitori che sono nella zona industriale denominata Pescarito, nel territorio del comune di San Mauro ma anche al confine con Settimo T.se e Torino.

La struttura accoglie bambini dai 3 mesi ai 6 anni, con orario ampio ed elastico 7.30-18.30 dal lunedì al venerdì, e il sabato mattina dalle 9 alle 12.30, calendario scolastico effettivo dal 1° settembre al 31 luglio, con chiusura natalizia di una sola settimana. Siamo in una zona industriale per una precisa scelta, aiutare le famiglie quando entrambi i genitori lavorano, nell’interesse dei bambini che sono il nostro principale obiettivo. Anche se ci troviamo in mezzo a capannoni e uffici i nostri bambini possono godere di 650 mq di verde, privato e attrezzato solo per noi.

Dal 2015 rimane solo una delle fondatrici, Patrizia, che fa parte del personale con il ruolo di coordinatrice.

La scuola è convenzionata con il Comune di San Mauro Torinese ulteriore garanzia del rispetto delle normative vigenti e della qualità offerta dal nostro servizio, dal 2006/07.

Vogliamo essere un nido ed una scuola che “fanno la differenza” che rendono gioiose le giornate dei bimbi, che rendono serene le giornate dei genitori.

Siamo una cooperativa sociale, e tutte le insegnanti ed il personale di cucina e delle pulizie sono soci, lavoriamo insieme per lavorare tutti.

Siamo una scuola laica ma di orientamento cattolico, per i nostri bambini vogliamo fortemente che il pensiero educativo cattolico sia al centro della loro crescita.

Apparteniamo all’AVASM-FISM e partecipiamo al coordinamento pedagogico di zona, collaboriamo con il territorio di San Mauro e siamo sempre pronti a rispondere alle manifestazioni ed interventi anche sul territorio di Settimo T.se.

Oltre alla convenzione cerchiamo ogni forma di e collaborazione con il Comune, le Parrocchie San Benedetto e Sant’Anna, con l’ASL, e tutti gli Enti e le associazioni del territorio. In particolare per questo triennio partecipiamo attivamente al progetto Altrotempo Zerosei della Compagnia di San Mauro che con il Comune e le scuole del territorio finanzia progetti di coinvolgimento delle famiglie nelle attività che possono supportare la crescita dei piccoli.

Crediamo fortemente nell’obbligo morale di aiutare chi ha meno di noi, dal 2004 abbiamo partecipato attivamente alla Festa della Solidarietà, evento benefico importante nel comune di San Mauro e siamo tra i promotori della ripresa di questa Festa benefica che è riuscita in passato ad aggregare tante associazioni e tanti volontari con risultati economici eccezionali per un evento di Paese in un giorno solo.

Siamo parte attiva dell’associazione Amici di Lumuma che aiuta e sostiene economicamente progetti benefici in Tanzania.

Collaboriamo con il Gruppo Abele, con l’Associazione Casa Nostra, con l’associazione Giacomo 5 e l’associazione Lavoro Anch’io, con la Cooperativa Il Punto, con l’associazione Promozione Vita, anche dando l’opportunità a genitori che riprendono il cammino in comunità, per il bene dei loro figli, e che necessitano di formazione per poter tornare attivamente nel mondo del lavoro.

E tanto altro vogliamo fare e cercare di portare avanti per educare ai nostri bambini, e noi stessi, all’altruismo.

 I pilastri dell’azione educativa

3.1 I soggetti dell’azione educativa:

  • I bambini
  • Le famiglie
  • Gli insegnanti e la coordinatrice
  • La comunità che ci circonda

L’educazione non è un processo lineare a senso unico fra due soggetti (chi educa e chi viene educato) ma è un processo che coinvolge l’intero sistema dei soggetti dell’educazione, e quindi i bambini, gli insegnanti, le famiglie e la comunità. Soggetti che si intersecano che hanno punti in comune e di scambio.

Il bambino

Bambino competente, unico, in relazione, in movimento, con una sua storia ed un bagaglio di esperienze, aperto alla scoperta ed alla novità, bambino in cui abbiamo fiducia della sua capacità di apprendere, bambino che costruisce percorsi, narrazioni, novità, bambino al centro di ogni attività all’interno di un gruppo e parte integrante dello stesso.

Fondare l’intervento educativo sui principi della centralità della persona e di una pedagogia attiva significa:

  • Saper ascoltare
  • Prestare attenzione
  • Accompagnare a nuove forme di conoscenza

In questo modo la scuola dell’infanzia diventa un luogo nel quale ogni bambino impara a conoscere se stesso e gli altri attraverso l’ascolto di sé e degli altri e inizia a conoscere e riconoscere le proprie emozioni e i propri sentimenti esprimendoli ed imparando ad ascoltarli; dove riesce a fare esperienze cariche di significato e di messaggi educativi, divenendo attore e riuscendo a modulare in modo armonico la sua crescita. Diventa costruttore del suo sapere condividendo strategie con i suoi amici e gradualmente gli è consentito di “imparare ad imparare”.

La famiglia

La famiglia è il primo ambiente di apprendimento, si basa su legami affettivi ma ha, e deve avere, un quadro valoriale e normativo (è la comunità base dei valori morali e delle regole).

I genitori sono i primi responsabili dell’educazione dei figli e la scelta della seconda comunità educante (la scuola) rientra nella scelta di valori morali e di regole condivise dalla famiglia.

Pertanto il genitore sceglie una scuola e poi ne condivide le regole in un patto di co-responsabilità.I genitori e la scuola collaborano nella condivisione dell’indirizzo educativo, e lavorano in stretto rapporto mettendo a disposizione la propria competenza e la propria responsabilità, rifutando deleghe educative ma collaborando alla riuscita di un progetto comune, condiviso.

Essere genitori di un bambino che frequenta la Scuola dell’Infanzia significa entrare a far parte di un nuovo gruppo sociale con cui condividere il compito educativo con progetti mirati. L’esempio è il primo strumento educativo. Il genitore è chiamato: o ad essere un vero modello per il figlio, prima di tutto nel rispetto delle regole della convivenza.

  • A informarsi sulle attività e i percorsi proposti leggendo i documenti esposti ma soprattutto interpellando il bambino, in modo da conoscere il lavoro svolto e valorizzare la sua esperienza scolastica.
  • A sentirsi parte di un gruppo e perciò partecipare ai vari incontri e alle varie iniziative apportando il proprio contributo.
  • Essere promotori della comunicazione con la scuola e quindi informare l’insegnante di classe di elementi relativi al bambino utili alla personalizzazione dell’intervento educativo.
  • Rispettare la privacy della comunicazione servendosi di spazi e tempi idonei per meglio dialogare con le insegnanti.

Per favorire lo svolgimento delle attività educativo-didattiche e garantire la sicurezza di tutti i bambini della scuola ogni genitore è tenuto a:

  • rispettare l’orario stabilito sia d’ingresso sia d’uscita o sostare nella scuola solamente il tempo necessario per affidare il proprio bambino ad un’insegnante;
  • al termine della giornata è bene non trattenersi ulteriormente in scuola;
  • conoscere e delegare per iscritto su carta libera le persone incaricate di ritirare dalla scuola il proprio bambino allegando fotocopia di un documento del delegato;
  • in caso di entrata posticipata o uscita anticipata è bene preavvisare le insegnanti;

La continuità educativa fra scuola e famiglia e la condivisione di regole e valori vanno a creare un ambiente educativo armonico in cui il bambino può trovare senza contraddizioni, i punti di riferimento che gli permetteranno una crescita serena ed un pieno sviluppo di sé.

 Gli insegnanti

L’insegnante è un professionista dell’istruzione e dell’educazione.

Essere insegnanti di una scuola dell’infanzia richiede la padronanza di specifiche competenze culturali e pedagogiche, psicologiche, metodologiche e didattiche unite ad una aperta sensibilità e disponibilità alla relazione educativa con i bambini. Il compito dell’insegnante va ben oltre la semplice custodia del bambino, ha infatti il compito di guidarlo nella crescita integrale ed armonica. Alle insegnanti è perciò chiesto di:

  • Lavorare in équipe e in collaborazione con tutti i soggetti (genitori, Consiglio, personale non docente, territorio) per permettere un comunicazione costante ed una condivisione del progetto formativo.
  • Programmare e svolgere i diversi compiti didattici, di osservazione e valutazione e di condivisione con le famiglie.
  • Esprimere le proprie attitudini ed abilità nell’organizzazione dei Laboratori, dando spazio alla più ampia valorizzazione delle risorse umane e professionali.
  • Effettuare una formazione continua per una crescita personale e professionale. o Mantenere la massima riservatezza su ogni informazione professionale, rispettando le norme deontologiche della professione …

La scuola

Noi sosteniamo un’idea di scuola aperta ed accogliente, in cui tutti hanno o possono avere, opportunità di partecipazione attiva.

Papa Francesco ha detto “Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore rispetto alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. Se uno ha imparato ad imparare, questo gli rimmarrà sempre, e rimarraà una persona aperta alla realtà” Anche il Ministro dell’Istruzione nell’anno scolastico 2014/15, Stefania Giannini, dichiara “insegnare ed imparare, insegnare ai giovani ed ai giovanissimi a entrare nella vita e imparare, da parte loro, a leggerla ed interpretarla, con spirito autonmo e coscienza critica”. IN pratica “nella scuola si insegna ad apprendere ed insieme si insegna ad essere”.

La scuola stessa impara ad imparare, nella bellezza e costanza del confronto continuo e proficuo, si impara pensando e rielaborando e raccontando e ri-raccontando.

“La scuola è un luogo di incontro perchè tutti  noi siamo in cammino, avviando un processo, una strada. Noi abbiamo bisogno di questo incontro per conoscerci, per amarci, per camminare insieme. (…) La famiglia è il primo nucleo di relazioni (…) e la scuola è la prima società che integra la famiglia. LA scuola educa al vero, al bene, al bello.” (papa Francesco)

L’insegnate è il regista e il promotore del processo di apprendimento che, iniziato in famiglia, si estende e si arrichisce nella scuola dell’infanzia per poi proseguire nelle altre tappe della vita.

La scuola si impegna a promuovere tra tutte le componenti della comunità scolastica opportune iniziative ed attività per creare quel clima di comunione e di reciproca accoglienza necessario per una condivisione responsabile dell’impegno educativo mettendo disposizione l’ambiente scolastico per tale scopo. La scuola, inoltre, coinvolge in una formazione permanente tutte le componenti della comunità educante, mediante mezzi adeguati ai vari gruppi perché ognuno diventi operatore di cultura, ricco di umanità ed esperto nel comunicarla. Favorisce il dialogo aperto e costruttivo per la conoscenza e l’ approfondimento delle proposte tese realizzare le finalità della scuola stessa. Promuove scambi di conoscenze e di esperienze tra le varie scuole, cattoliche e non, con apertura alle esigenze del territorio e si impegna a riferirsi costantemente ai valori fondamentali su cui si basa la proposta educativa cristiana

Il territorio

La comunità della scuola non può essere considerata estranea a ciò che succede attorno ad essa. La scuola sviluppa rapporti di collaborazione con le altre realtà del territorio quali le altre scuole, la biblioteca, le associazioni del territorio, le iniziative dell’amministrazione pubblica rivolte alle scuole. Ecc ecc.

3.2 Lo scopo dell’azione educativa:

Un’esperienza educativa inizia, si sviluppa e si compie dentro e attraverso una trama di relazioni significative che caratterizza l’ambiente di vita della persona. In questa trama relazionale gli adulti, dalla coscienza della loro identità e della bontà dell’esperienza che stanno vivendo, si offrono ai bambini come “guida attenta e discreta” nel cammino di crescita. I bambini, invece, in forza della fiducia di base maturata nell’esperienza familiare si aprono “all’avventura della conoscenza” si sé e del mondo, sicuri di potersi affidare ad una compagnia di persone mature.

Le forme tipiche della cultura congruenti con l’età dei bambini frequentanti la scuola dell’infanzia sono:

  • Il gioco
  • Il corpo e i suoi linguaggi
  • La sensorialità
  • L’azione diretta di trasformazione della realtà
  • L’immaginazione e l’intuizione
  • La fabulazione
  • L’inizio della simbolizzazione.

3.3 Il metodo:

Attraverso questi percorsi, ordinati e individualizzati, il bambino raggiungerà dei precisi traguardi di sviluppo autonomia, identità, competenza e cittadinanza come da Indicazioni Nazionali per il Curricolo.

  1. Introdotto nella realtà e alla scoperta del suo significato
  2. Aiutato a scoprire tutte le strutture e le potenzialità che caratterizzano il suo io, la sua personalità e a realizzarle integralmente
  3. Sostenuto nella scoperta di tutte le possibilità di connessione attiva delle sue strutture e potenzialità con tutta la realtà, attraverso i processi di osservazione (stupore, attenzione e attesa), coperta (ricerca determinata dalla certezza) e la trasformazione (creatività)
  4. Nell’organizzazione delle attività sono utilizzate varie metodologie:
  • Metodo dell’esplorazione e della ricerca;
  • Metodo ludico e ludiforme
  • Metodo cooperative learning
  • Metodo steineriano: l’approccio della scoperta dello spazio e della natura

3.4 Le mete:

La realizzazione di questi percorsi passerà attraverso un metodo attivo fondato su cinque principi:

  1. La qualità della relazione educativa fondamentale
  2. La centralità del bambino nel suo ambiente di vita originale
  3. La “ricchezza formativa” della vita quotidiana
  4. L’ambiente intenzionalmente organizzato e finalizzato
  1. Le proposte formative della scuola

VISION E MISSION:

“La consapevolezza che

la scuola è comunità educante.

Essa fornisce le chiavi per apprendere ad apprendere,

in un percorso formativo che durerà tutta la vita”

4.1 Gli Orientamenti

“… la scuola dell’Infanzia deve consentire ai bambini che la frequentano di raggiungere avvertibili traguardi di sviluppo in ordine all’identità, all’autonomia ed alla competenza…”
(Nuovi orientamenti dell’attività educativa nella Scuola Materna – 1991 MIUR[1])

Essi possono essere così espressi:

  • Lo sviluppo dell’identità
    • Aver fiducia nelle proprie capacità, imparare a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze nel contesto di un ambiente sociale allargato (scuola9
    • Manifestare le proprie curiosità
    • Saper controllare i propri sentimenti e le proprie emozioni
    • Saper instaurare rapporti positivi con gli altri
    • Conoscersi e sentirsi riconosciuti come persone uniche, capaci di dare un personale contributo nel gruppo
  • Conquista dell’autonomia
    • Acquisizione delle prime regole sociali
    • Avere fiducia in sé e negli altri
    • Conquista dell’autonomia personale, provare il piacere di fare da sé e saper chiedere aiuto
    • Capacità di scelte autonome in situazioni diverse
    • Esplorare la realtà
  • Sviluppo delle competenze
    • Consolidamento delle abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche ed intellettive
    • Descrivere la propria esperienza e tradurla in tracce personali e condivise, rievocando, narrando e rappresentando fatti significativi
    • Potenziamento dell’immaginazione dell’intelligenza creativa
    • Sviluppare l’attitudine a fare domande, riflettere, negoziare i significati
    • Imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e l’esercizio al confronto.
  • La cittadinanza
  • Scoprire gli altri, la necessità di regole condivise, che si definiscono attraverso il dialogo, l’espressione del proprio pensiero, l’attenzione al punto di vista dell’altro

L’individuazione degli obiettivi da perseguire (con relativi indicatori e standard) e del tema del Progetto Didattico Annuale nascono dal lavoro di confronto e di interazione nel quale il collegio dei docenti e la coordinatrice propongono elementi che vengono vagliati ed ampliati.

4.2 I traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli Obiettivi specifici di apprendimento

Gli obiettivi generali sopra descritti si declinano poi in maniera più particolareggiata in obiettivi specifici, articolati in cinque aree come dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’infanzia e del Primo Ciclo d’Istruzione – 2013.

Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo. L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per tentativi ed errori, permettono al bambino, opportunamente guidato, di approfondire e sistematizzare gli apprendimenti. Ogni campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi, riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare, accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri.

Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario.

  • Il sé e l’altro Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme “I bambini formulano le grandi domande esistenziali e sul mondo e cominciano a riflettere sul senso e sul valore delle loro azioni, prendono coscienza della propria identità, scoprono le diverse attività e apprendono le prime regole necessarie alla vita sociale.”
    • Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini
    • Sviluppa il senso dell’identità personale, percepisce le proprie esigenze e i propri sentimenti, sa esprimerli in modo sempre più adeguato
    • Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della comunità e le mette a confronto con altre.
    • Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini e comincia e riconoscere la reciprocità di attenzione tra chi parla e chi ascolta.
    • Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei propri diritti e doveri, delle regole del vivere insieme.
    • Si orienta nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro e si muove con crescente sicurezza e autonomia negli spazi che gli sono familiari, modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e con le regole condivise.
    • Riconosce i più importanti segni della sua cultura e del territorio, le istituzioni, i servizi pubblici, il funzionamento delle piccole comunità e della città.
  • Il corpo in movimento Identità, autonomia, salute “I bambini prendono coscienza e acquisiscono il senso del proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di relazione e imparano ad averne cura attraverso l’educazione alla salute”
    • Il bambino vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona autonomia nella gestione della giornata a scuola.
    • Riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione.
    • Prova piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in grado di adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto.
    • Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella musica, nella danza, nella comunicazione espressiva.
    • Riconosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo fermo e in movimento.
  • Immagini, suoni e colori Gestualità, arte, musica, multimedialità “I bambini sono portati a esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni e i loro pensieri.”
    • Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del corpo consente.
    • Inventa storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione, il disegno, la pittura e altre attività manipolative; utilizza materiali e strumenti, tecniche espressive e creative; esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.
    • Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, visivi, di animazione …); sviluppa interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione di opere d’arte.
    • Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti.
    • Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze sonoro-musicali.
    • Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione informale per codificare i suoni percepiti e riprodurli.
  • I discorsi e le paroleComunicazione e lingua “I bambini apprendono a comunicare verbalmente a descrivere le proprie esperienze e il mondo, a conversare e dialogare a riflettere sulla lingua, e si avvicinano alla lingua scritta.”
    • Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati.
    • Sa esprimere e comunicare agli altri emozioni, sentimenti, argomentazioni attraverso il linguaggio verbale che utilizza in differenti situazioni comunicative.
    • Sperimenta rime, filastrocche, drammatizzazioni; inventa nuove parole, cerca somiglianze e analogie tra i suoni e i significati.
    • Ascolta e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre spiegazioni, usa il linguaggio per progettare attività e per definirne regole.
    • Ragiona sulla lingua, scopre la presenza di lingue diverse, riconosce e sperimenta la pluralità dei linguaggi, si misura con la creatività e la fantasia.
    • Si avvicina alla lingua scritta, esplora e sperimenta prime forme di comunicazione attraverso la scrittura, incontrando anche le tecnologie digitali e i nuovi media.
  • La conoscenza del Mondo Oggetti, fenomeni, viventi, numeri e spazio “I bambini esplorano la realtà, imparando a organizzare le proprie esperienze attraverso azioni consapevoli quali il raggruppare, il comparare, il contare, l’ordinare, l’orientarsi e il rappresentare con disegni e parole.”
    • Il bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata.
    • Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana.
    • Riferisce correttamente eventi del passato recente; sa dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo.
    • Osserva con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i fenomeni naturali, accorgendosi dei loro cambiamenti.
    • Si interessa a macchine e strumenti tecnologici, sa scoprirne le funzioni e i possibili usi.
    • Ha familiarità sia con le strategie del contare e dell’operare con i numeri sia con quelle necessarie per eseguire le prime misurazioni di lunghezze, pesi, e altre quantità.
    • Individua le posizioni di oggetti e persone nello spazio, usando termini come avanti/dietro, sopra/sotto, destra/sinistra, ecc; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali.
  • L’insegnamento della di Religione Cattolica

Le attività in ordine all’insegnamento della religione cattolica offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, aprendo alla dimensione religiosa e valorizzandola, promovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuendo a rispondere al bisogno di significato di cui anche essi sono portatori. Per favorire la loro maturazione personale, nella sua globalità, i traguardi relativi all’ IRC sono distribuiti nei vari campi di esperienza.

Di conseguenza ciascun campo di esperienza viene integrato come segue:

  • Il sé e l’altro: Il bambino scopre nei racconti del vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, per sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose.
  • Il corpo e il movimento: Il bambino riconosce nei segni del corpo l’esperienza religiosa propria e altrui per comunicare e manifestare anche in questo modo la propria interiorità, l’immaginazione e le emozioni.
  • Immagini, suoni, colori: Il bambino riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi caratteristici delle tradizioni e della vita dei cristiani (segni, feste, preghiere, canti, gestualità, spazi, arte), per poter esprimere con creatività il proprio vissuto religioso.
  • I discorsi e le parole: Il bambino impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi espressi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso.
  • La conoscenza del mondo: Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà abitandola con fiducia e speranza.
    • Progetto per l’anno scolastico 2016-17 “Le Emozioni”

Quest’anno svolgeremo un progetto che vuole portare i bambini a conoscere le emozioni ed a riflettere su di esse.

Finalità:

riconosce le emozioni, riflettere su di esse, imparare a gestirle.

Obiettivi:

Gli obiettivi non sono considerati singolarmente ma all’interno di una struttura articolata . Per il raggiungimento poniamo attenzione alla qualità della relazione, alla valorizzazione di ognuno, allo stimolo della creatività. Operiamo in modo flessibile, tenendo conto delle situazioni specifiche, delle iniziative, dell’ atmosfera del momento

  • Le emozioni
  • I 5 sensi
  • Comunicare ed esprimere emozioni
  • Instaurare comportamenti positivi con i compagni
  • Giocare in modo costruttivo con i bambini di tutte le sezioni
  • Lavorare in gruppo ad un progetto comune
  • Rispettare le regole della vita sociale
  • Riflettere sul senso delle proprie azioni
  • I giorni di festa
  • Le stagioni
  • I ruoli
  • I compiti e gli incarichi

Stragetie metodologiche

Inizieremo il nostro viaggio con una storia scelta dalle insegnanti, raccontate e animate dalle stesse a tutti i bambini, ci accompagneranno i folletti delle emozioni.

I temi proposti verranno ripresi, ampliati e approfonditi all’interno delle sezioni attraverso giochi, narrazioni, disegni e laboratori, laboratori di teatro, laboratori di danza, laboratori musicali … come posso esprimere le emozioni? Disegno, rido, canto ecc ecc

Procedure didattiche

Storie e Filastrocche per tutti i bambini.

Attività di gioco che favoriscano la conoscenza delle emozioni, il gioco simbolico, il teatro

Giochi di motoria manipolativa-visiva e sonora-musicale

Attività di manipolazione con tecniche e materiali diversi

Attività di ricerca e approfondimento su tradizioni, usanze della propria regione o della propria abitudine familiare, leggere storie

Giochi di gruppo canto, drammatizzazione, narrazione, conversazioni.

Competenze attese

Il bambino è in grado di:

*Interiorizzazione dell’esperienza, coinvolgimento nelle attività di gruppo, modifica dei comportamenti sbagliati nelle relazioni e nel gioco, rispetto delle regole.

*Maggiore autostima , sicurezza in se stesso e fiducia negli altri.

*Attenzione e riconoscimento di un punto di vista diverso dal proprio

*Riconoscimento e conoscenza di abitudini alimentari diverse dalla propria

*Maggiore collaborazione per il raggiungimento di uno scopo comune attraverso l’impegno di ciascuno.

*Riconoscersi tutti come figli dello stesso Padre .

Educazione religiosa trasversale al progetto

Prima tappa: Dio offre all’uomo la sua amicizia

Obiettivi di apprendimento

  • Riconoscere che la natura e le persone che ci stanno intorno sono dono di Dio creatore.
  • Esprimere la propria gratitudine.
  • Le emozioni dell’amiziozia e dell’amore
  • Comprendere che Dio ci ama sempre.

Procedure didattiche

  • Ascoltare il racconto biblico della creazione
  • Scoprire che le meraviglie della natura sono un tesoro prezioso creato da Dio che ha donato all’uomo.

Seconda tappa: Ave, o Maria… la nascita e la vita di Gesù.

Obiettivi di apprendimento

  • Conoscere il significato cristiano del Natale
  • Riconoscere il valore del dono
  • Riflettere e sperimentare gesti di condivisione.
  • Le emozini del Natale

Procedure didattiche

  • Lettura del racconto evangelico dell’annuncio dell’angelo a Maria.
  • Attraverso i personaggi del presepe, scoprire che Gesù è stato un dono per tutti.
  • Ascoltare il racconto evangelico della condivisione dei pani e dei pesci.
  • Riflettere sul termine condivisione.

Terza tappa: La Pasqua e la chiesa Le regole, i gesti, i simboli della pace

Obiettivi di apprendimento

  • Comprendere che Gesù ci ha insegnato ad amare tutti.
  • Conoscere alcuni episodi legati alla passione e alla Pasqua.
  • Riflettere sui gesti e parole esprimono amore.

Procedure didattiche

  • Rispettare le persone le cose e la natura.
  • Saper dire grazie.
  • Scoprire le emozioni della Pasqua.

Competenze attese

Il bambino:

  • Riconosce il mondo come dono di Dio creatore.
  • Riflette su come sia possibile esprimere l’amore per la natura, per gli altri, per Gesù attraverso gesti, azioni, parole.
  • Progetto per l’anno scolastico 2015-2016 ”Il cibo è Vita”

La nostra proposta educativa nasce dal desiderio di far conoscere ai bambini la varietà del cibo, la necessità di imparare ad assaggiare tutto e l’importanza della diversità e della varietà dei nostri alimenti.

Finalità

  • Favorire la varietà del cibo assaggiato e poi graditodai bambini
  • Acquisire comportamenti di apertura a ciò che è nuovo, a fidarsi di ciò che viene proposto.
  • A capire che anche il cibo è un dono di Dio.

Obiettivi

Gli obiettivi non sono considerati singolarmente ma all’interno di una struttura articolata . Per il raggiungimento poniamo attenzione alla qualità della relazione, alla valorizzazione di ognuno, allo stimolo della creatività. Operiamo in modo flessibile, tenendo conto delle situazioni specifiche, delle iniziative, dell’ atmosfera del momento

  • Comprendere che la diversità dei cibi e la loro varietà nel nostro menù è un valore così come lo è la diversità di ognuno di noi, ma anche l’importanza di ognuno di noi nel lavoro insieme.
  • Comunicare ed esprimere emozioni
  • Instaurare comportamenti positivi con i compagni
  • Giocare in modo costruttivo con i bambini di tutte le sezioni
  • Lavorare in gruppo ad un progetto comune
  • Rispettare le regole della vita sociale
  • Riflettere sul senso delle proprie azioni
  • Conoscere piatti diversi dalla cucina casalinga della propria

 

Stragetie metodologiche

Inizieremo il nostro viaggio con una storia scelta dalle insegnanti, raccontate e animate dalle stesse a tutti i bambini:

 

Con l’aiuto dei personaggi guida ci inoltreremo nel percorso del cibo seguendo la stagionalità di alcuni alimenti.

  • IL LATTE BIANCHETTO:
    • Da dove viene il latte?
    • Il latte e i suoi derivati
    • Il viaggio del latte
    • Come si nutrono le mucche
  • RUSPY LA COSCIA DI POLLO:
    • I tipi di carne.
    • I salumi
  • IL PESCE BOH:
    • molluschi e crostacei
    • con le lische
    • Dal mare alla scatola
  • IL FAGIOLO BORLOTTO:
    • molluschi e crostacei
  • TOSTY IL PANE:
    • I cereali
    • Il pane nel mondo
    • La semina
    • Dal grano alla farina
    • Dal mare alla scatola
  • L’UOVO COCK
    • Da dove arriva
    • Come si può mangiare
  • MELETTA LA MELA ROSSA:
    • I tipi di frutta per ogni stagione
    • Le trasformazioni della frutta
  • CAROTINO IL VERDURINO:
    • Le verdure
    • Seminiamo l’orto
  • CIOKKORI’ LA CIOCCOLATA:
    • I dolci
  • L’ACQUA CELESTINA:
    • Dove nasce l’acqua
    • L’importanza dell’acqua per il nostro corpo

 

I temi proposti verranno ripresi, ampliati e approfonditi all’interno delle sezioni attraverso giochi, narrazioni, disegni e laboratori, laboratori di cucina, momenti di assaggio con l’aiuto e la collaborazione della nostra cuoca, e momenti di festa legati al cibo, te con i biscotti fatti dai bambini per la festa dei nonni, bugie per carnevale, involtini di prosciutto e insalarta russa per pranzo e tanto altro ancora.

Tutte le attività e le proposte privilegeranno l’esperienza diretta, il gioco, l’esplorazione e il racconto. In particolare attraverso questo racconto iniziale si rifletterà perchè devo mangiare questo alimento? A cosa serve dentro il mio corpo?

 

Procedure didattiche

Storie e Filastrocche per tutti i bambini.

Attività di gioco che favoriscano la conoscenza del cibo, giocare al mercato, cucinare

Giochi di motoria manipolativa-visiva e sonora-musicale

Attività di manipolazione con tecniche e materiali diversi

Attività di ricerca e approfondimento su tradizioni , usanze della propria regione o della propria abitudine familiare, leggere storie ,assaggiare cibi.

Giochi di gruppo canto, drammatizzazione ,narrazione, conversazioni.

 

Competenze attese

Il bambino è in grado di:

*Interiorizzazione dell’esperienza, coinvolgimento nelle attività di gruppo, modifica dei comportamenti sbagliati nelle relazioni e nel gioco, rispetto delle regole.

*Maggiore autostima , sicurezza in se stesso e fiducia negli altri.

*Attenzione e riconoscimento di un punto di vista diverso dal proprio

*Riconoscimento e conoscenza di abitudini alimentari diverse dalla propria

*Maggiore collaborazione per il raggiungimento di uno scopo comune attraverso l’impegno di ciascuno.

*Riconoscersi tutti come figli dello stesso Padre .

 

Educazione religiosa trasversale al progetto

Prima tappa: Dio offre all’uomo la sua amicizia

Obiettivi di apprendimento

  • Riconoscere che la natura e le persone che ci stanno intorno sono dono di Dio creatore.
  • Esprimere la propria gratitudine.
  • Comprendere che Dio ci ama sempre.

Procedure didattiche

  • Ascoltare il racconto biblico della creazione
  • Scoprire che le meraviglie della natura sono un tesoro prezioso creato da Dio che ha donato all’uomo.

 

Seconda tappa: Ave, o Maria… la nascita e la vita di Gesù.

Obiettivi di apprendimento

  • Conoscere il significato cristiano del Natale
  • Riconoscere il valore del dono
  • Riflettere e sperimentare gesti di condivisione.

Procedure didattiche

  • Lettura del racconto evangelico dell’annuncio dell’angelo a Maria.
  • Attraverso i personaggi del presepe, scoprire che Gesù è stato un dono per tutti.
  • Ascoltare il racconto evangelico della condivisione dei pani e dei pesci.
  • Riflettere sul termine condivisione.

 

Terza tappa: La Pasqua e la chiesa Le regole, i gesti, i simboli della pace

Obiettivi di apprendimento

  • Comprendere che Gesù ci ha insegnato ad amare tutti.
  • Conoscere alcuni episodi legati alla passione e alla Pasqua.
  • Riflettere sui gesti e parole esprimono amore.

Procedure didattiche

  • Rispettare le persone le cose e la natura.
  • Saper dire grazie.
  • Scoprire i dolci di pasqua: l’uovo di cioccolata con sorpresa, la colomba pasquale, le focacce, le ciambelle.

Competenze attese

Il bambino:

  • Riconosce il mondo come dono di Dio creatore.
  • Riflette su come sia possibile esprimere l’amore per la natura, per gli altri, per Gesù attraverso gesti, azioni, parole.

 

4.5 Attività integrative

PROGETTO MUSICA

“L’ambito sonoro – musicale valorizza lo sviluppo delle capacità del bambino ed è uno strumento fondamentale per facilitare l’interazione dei bambini tra di loro.” I percorsi proposti nella scuola dell’infanzia hanno lo scopo di: J favorire l’esplorazione dell’ambiente per conoscere le potenzialità sonore.

  • Fare utilizzare materiali diversi per scoprire nuove sonorità.
  • Sviluppare un atteggiamento di curiosità per l’ignoto e l’originale.
  • Sviluppare le conoscenze acquisite per giocare con i suoni.
  • Ricreare paesaggi sonori realistici o fantastici.
  • Produrre realisticamente e individualmente invenzioni musicali in funzione di un immediato divertimento o per momenti di drammatizzazione, danza o teatro.

PROGETTO PSICOMOTRICITA’

La finalità di questa attività consente al bambino il pieno controllo degli schemi motori di base e lo sviluppo dello schema corporeo attraverso il gioco strutturato, libero e simbolico e garantisce una corretta percezione spazio temporale in rapporto a sè e agli altri.

La psicomotricità funzionale è una disciplina che tiene in considerazione l’unità, la globalità e l’analisi della persona. È un’unione tra un processo cognitivo e il movimento in cui tutte le esperienze motorie che si propongono vanno a toccare la funzione cognitiva. Inoltre lavora sulle potenzialità e non sulle difficoltà partendo da ciò che i soggetti sanno già fare per motivarli costantemente. È molto utile in un percorso di crescita della persona perché ha un valore preventivo e mira al suo sviluppo.

PROGETTO LINGUA INGLESE

Già dal gruppo dei tre anni il bambino, attraverso il gioco e l’attività strutturata, è messo nelle condizioni di apprendere la lingua straniera secondo le medesime dinamiche con cui impara la lingua materna. L’approccio esclusivamente ludico è caratterizzato da autenticità linguistica e mira a promuovere partecipazione e creatività. Utilizziamo il metodo Hocus & Lotus e con l’ausilio di cartoon e canzoni approcciamo la seconda lingua in modo naturale. Nel gruppo dei più grandi ampliamo il vocabolario con Magic English, storie, fiabe, ed ogni altra attività che ci aiuti a giocare in seconda lingua.

PROGETTO CONTINUITA’

La scuola dell’infanzia garantisce un percorso unitario caratterizzato da sequenzialità e intenzionalità educativa e consegna alla scuola primaria i campi di esperienza sviluppati in prospettiva dinamica a livello di trasversalità concettuale.

In collaborazione con le altre scuole dell’infanzia del territorio svolgiamo laboratori e visite didattiche presso la scuola Primaria in un progetto di accoglienza e continuià che consente ai bambini di attraversare la tappa di crescita in modo sereno.

Il progetto continuità è attivo anche in entrata, dal nido alla scuola dell’infanzia, i bambini del nido bimboporto vengono accolti alla scuola per una festa di conoscenza eun  laboratorio collegato, quest’anno relativo agli animali della fattoria.

Inoltre, i bambini che continuano dal nido bimboporto alla scuola dell’infanzia bimboporto vengono inseriti gradualmente nelle attività della scuola con una frequenza settimanale nei mesi di giugno e luglio, in modo da consentire ai genitori di non chiedere giorni di permesso per l’inserimento a settembre, i bambini del nido sono in gruppo accompagnati dalle educatrici e quindi vivono il passagio in modo graduale e naturale.

NUOTICITA’

Da alcuni anni accompagniamo i bimbi della scuola dell’infanzia al corso di nuoticità organizzato dall’associazione Team 63 presso la piscina Salvador Allende di San Mauro T.se, il corso è facoltativo ed il costo viene definito di anno in anno secondo il numero dei partecipanti ed il periodo di frequenza.

Il corso di nuoticità è un’attività propedeutica all’ambientamento del bambino all’acqua.

È indispensabile che il bambino impari a conoscere l’acqua come elemento nel quale muoversi, giocare, imparare e nuotare. Purtroppo l’annegamento rappresenta la seconda causa, dopo i traumi, di morte accidentale in età pediatrica. Per tale motivo, il primo e fondamentale obiettivo del corso è quello di fare acquisire ai bambini l’autonomia dello stare in acqua in sicurezza. Per fare sì che questo avvenga è importante che si crei un rapporto di fiducia tra insegnante e bambini. Il metodo della piscina Allende non prevede l’uso di ausili (salvagenti e braccioli, tranne che nella giornata di gioco) ma preferisce la presenza costante dell’istruttore in acqua come punto di riferimento per il bambino. Tra queste due figure si deve instaurare la condizione necessaria perchè le paure vengano attenuate e si instauri un feeling indispensabile per l’apprendimento. L’obiettivo è quindi di portare i bimbi che hanno paura dell’acqua a saper gestire l’elemento e i bambini che hanno già una predisposizione “acquatica” ad apprendere nozioni base del galleggiamento e dell’avanzamento nell’acqua.

 

  1. PER UNA SCUOLA MIGLIORE

 

5.1 La valutazione e gli strumenti

Affinché la nostra Scuola possa sempre migliorare, anno dopo anno, uno strumento prezioso e fondamentale della vita scolastica deve essere la VALUTAZIONE, intesa come modalità di monitoraggio, riscontro del percorso fatto in base agli obiettivi e definizione dei miglioramenti da attuare.

Gli strumenti di valutazione

Le insegnanti cercano di individuare il “cammino fatto da ogni singolo bambino verso la maturazione della propria identità, autonomia e sviluppo delle competenze rendendo l’alunno gradualmente consapevole dei progressi ottenuti. La valutazione del lavoro svolto dai bambini viene fatto dalle insegnanti attraverso:

  • l’osservazione diretta
  • le osservazione sistematiche

5.2 La documentazione della valutazione

Le valutazioni delle insegnanti trovano riscontro nei seguenti documenti:

  • IL QUADERNO DELLE ATTIVITA’ DIDATTICHE Il percorso svolto e le attività sono documentate dal quaderno elaborato dalle insegnanti e realizzato, giorno dopo giorno, dal bambino
  • FOTOGRAFIE, VIDEORIPRESE, DISEGNI Le esperienze compiute dal bambino sono anche documentate attraverso fotografie, riprese video e disegni dell’alunno, la miglior testimonianza del suo personale vissuto.
  • LA VALUTAZIONE DEI GENITORI Per la Scuola è importante una grande collaborazione con i genitori e non solo per poter intervenire tempestivamente qualora ci fossero difficoltà o soluzioni ritenute non idonee.

Le occasioni di incontro, di confronto e di valutazione della Scuola con i genitori sono:

  • ASSEMBLEE DEI GENITORI È una grande opportunità per dialogare serenamente con le insegnanti e con altri genitori
  • COLLOQUI CON LE INSEGNANTI Nella nostra scuola si offrono diverse opportunità di scambio con la famiglia proprio perché si riconosce la valenza estrema del lavoro collaborativo. Costruire un legame con la famiglia basato sulla fiducia reciproca, fatto di semplici scambi comunicativi nel momento dell’incontro quotidiano fanno comprendere al genitore la propria presenza ed attenzione nei confronti del bambino e di quello che lo riguarda relativamente alla sua esperienza scolastica. Essa è prerogativa di ogni singolo docente. Ad esso si aggiunge la possibilità di fissare dei momenti specifici ove ne sorgesse la necessità sia da parte della famiglia che della scuola. Le date delle assemblee saranno comunicate in itinere
  1. GLI SPAZI E LA GIORNATA SCOLASTICA
  • Gli spazi

L’organizzazione degli spazi risponde a una logica pedagogica finalizzata ad offrire al bambino ambiti di routine quotidiana, gioco e attività socioricreative. Il salone e il cortile con giochi e attrezzature varie accolgono i bambini e consentono loro di muoversi a piacimento.

Alle due aule dagli arredi colorati e funzionali che vedono il bambino impegnato nelle prime forme di elaborazione delle conoscenze si aggiungono le aule dei laboratori d’inglese e di musica e il salone per l’attività psicomotoria.

La sala per il pranzo e per il riposo dei più piccoli, servizi igienici idonei ed un ampio giardino attrezzato (condiviso con il nido) rispondono alle esigenze dei bambini.

6.2 L’inserimento e i tempi della scuola

L’ingresso del bambino nella scuola dell’ infanzia costituisce un momento delicato e importante in quanto comporta un cambiamento nella sue abitudini. Per garantire al bambino un distacco dalla famiglia il più possibile sereno la nostra scuola prevede un inserimento concordato tra genitori e insegnanti con tempi e modi adeguati alle necessità di ogni bambino.

I tempi

L’orario della giornata è in funzione delle esigenze delle famiglie e del lavoro didattico-formativo dei bambini. L’insegnante della sezione è coadiuvata da una docente di supporto e gli specialisti dei laboratori d’inglese, musica e psicomotricità contribuiscono a rendere più completo e dinamico tutta l’attività quotidiana.

7.30-9.00 Accoglienza.

9.00-9.30 colazione a base di frutta nella propria sezione

9.3011.30 attività didattiche o laboratori.

11.30-12.00 preparazione al pranzo, bagno, mani, bisognini, …

12.00-13.00 pranzo tutti nella sezione dei blu (perché è più grande) il pranzo si svolge con l’aiuto dei bimbi a turno, grandi e piccoli secondo le loro capacità.

13.00-13.30 pulizia personale (denti, mani, pipì, etc.) nel bagno della propria sezione.

13.30-15.30 nanna i bimbi di 3 e 4 anni, i grandi di 5 svolgono attività “da grandi”.

15.30-16.30 risveglio, bagno e merenda tutti insieme nella sezione dei blu.

17.00-18.25 giochi organizzati tutti insieme e saluto.

Ora siamo pronti a tornare a casa man mano che ci vengono a prendere…. Arrivederci!!

Vi preghiamo per correttezza verso le insegnanti di rispettare l’orario di uscita, le maestre (e l’assicurazione) finiscono alle 18.30, quindi l’ultima uscita è alle 18,25!

  • Il calendario scolastico per l’anno 2015-16

Giorni di chiusura per l’anno scolastico:

  • La scuola inizia martedì 1° settembre 2015 per i bimbi già frequentanti, i bimbi “nuovi” entrano secondo gli inserimenti concordati;
  • Martedì 22 settembre festa patronale, la scuola sarà APERTA con orario regolare;
  • Lunedì 7 ponte con martedì 8 dicembre festa dell’Immacolata, scuola chiusa;
  • Ultimo giorno di scuola, orario normale, mercoledì 23 dicembre, Vacanze di Natale da giovedì 24 dicembre a giovedì 31 dicembre. SCUOLA APERTA da lunedì 4 gennaio 2016 (il 6 gennaio è festa nazionale, scuola chiusa);
  • Vacanze di Pasqua la scuola sarà chiusa solo il lunedì 23 marzo;
  • Lunedì 25 aprile, festa nazionale, scuola chiusa;
  • Giovedì 2 giugno, festa della repubblica e venerdì 3 giugno ponte, scuola chiusa;
  • Venerdì 29 luglio ultimo giorno di scuola chiusura anticipata alle 17;
  • Agosto apertura da lunedì 1 a venerdì 5 a richiesta con orario 8.30-17.30

Riapertura giovedì 1° settembre 2016 con orario regolare.

  1. LA RESPONSABILITA’ DI ESSERE

Patto di Corresponsabilità Educativa …

7.1 SCUOLA La scuola si impegna a promuovere tra tutte le componenti della comunità scolastica opportune iniziative ed attività per creare quel clima di comunione e di reciproca accoglienza necessario per una condivisione responsabile dell’impegno educativo mettendo disposizione l’ambiente scolastico per tale scopo. La scuola, inoltre, coinvolge in una formazione permanente tutte le componenti della comunità educante, mediante mezzi adeguati ai vari gruppi perché ognuno diventi operatore di cultura, ricco di umanità ed esperto nel comunicarla. Favorisce il dialogo aperto e costruttivo per la conoscenza e l’ approfondimento delle proposte tese realizzare le finalità della scuola stessa. Promuove scambi di conoscenze e di esperienze tra le varie scuole, cattoliche e non, con apertura alle esigenze del territorio e si impegna a riferirsi costantemente ai valori fondamentali su cui si basa la proposta educativa cristiana.

…INSEGNANTI Essere insegnanti di una scuola dell’infanzia richiede la padronanza di specifiche competenze culturali e pedagogiche, psicologiche, metodologiche e didattiche unite ad una aperta sensibilità e disponibilità alla relazione educativa con i bambini. Il compito dell’insegnante va ben oltre la semplice custodia del bambino, ha infatti il compito di guidarlo nella crescita integrale ed armonica. Alle insegnanti è perciò chiesto di:

  • Lavorare in équipe e in collaborazione con tutti i soggetti (genitori, Consiglio, personale non docente, territorio) per permettere un comunicazione costante ed una condivisione del progetto formativo.
  • Programmare e svolgere i diversi compiti didattici, di osservazione e valutazione e di condivisione con le famiglie.
  • Esprimere le proprie attitudini ed abilità nell’organizzazione dei Laboratori, dando spazio alla più ampia valorizzazione delle risorse umane e professionali.
  • Effettuare una formazione continua per una crescita personale e professionale. o Mantenere la massima riservatezza su ogni informazione professionale, rispettando le norme deontologiche della professione …

GENITORI Essere genitori di un bambino che frequenta la Scuola dell’Infanzia significa entrare a far parte di un nuovo gruppo sociale con cui condividere il compito educativo con progetti mirati. L’esempio è il primo strumento educativo. Il genitore è chiamato: o ad essere un vero modello per il figlio, prima di tutto nel rispetto delle regole della convivenza.

  • A informarsi sulle attività e i percorsi proposti leggendo i documenti esposti ma soprattutto interpellando il bambino, in modo da conoscere il lavoro svolto e valorizzare la sua esperienza scolastica.
  • A sentirsi parte di un gruppo e perciò partecipare ai vari incontri e alle varie iniziative apportando il proprio contributo.
  • Essere promotori della comunicazione con la scuola e quindi informare l’insegnante di classe di elementi relativi al bambino utili alla personalizzazione dell’intervento educativo.
  • Rispettare la privacy della comunicazione servendosi di spazi e tempi idonei per meglio dialogare con le insegnanti.

Per favorire lo svolgimento delle attività educativo-didattiche e garantire la sicurezza di tutti i bambini della scuola ogni genitore è tenuto a:

  • rispettare l’orario stabilito sia d’ingresso sia d’uscita o sostare nella scuola solamente il tempo necessario per affidare il proprio bambino ad un’insegnante;
  • al termine della giornata è bene non trattenersi ulteriormente in scuola;
  • far conoscere e delegare per iscritto su carta libera le persone incaricate di ritirare dalla scuola il proprio bambino allegando fotocopia di un documento del delegato;
  • in caso di entrata posticipata o uscita anticipata è bene preavvisare le insegnanti;

7.2 REGOLAMENTO

Per favorire lo svolgimento delle attività educativo-didattiche e garantire la sicurezza di tutti i bambini della scuola ogni genitore e tenuto a:

  • rispettare l’orario stabilito sia d’ingresso sia d’uscita;
  • sostare nella scuola solamente il tempo necessario per affidare il proprio bambino ad un insegnante; al termine della giornata e bene non trattenersi in spoglaitoio;
  • dare comunicazioni rapide alle insegnanti durante l’entrata e l’uscita dei bambini. Per eventuali colloqui particolari possono essere presi accordi per un incontro su appuntamento;
  • i bambini possono essere ritirati solo dai genitori; le insegnanti devono essere avvisate qualora fossero ritirati da altre persone; in tal caso è necessario far conoscere e delegare per scritto su apposito modulo le persone incaricate a ritirare dalla scuola il proprio bambino con allegata copia del documetno di identità;
  • non introdurre nella struttura giochi o cibi (per tutelare bambini che seguono un’alimentazione differenziata e che non deve essere contaminata da “cibi di uso comune”).
  • per chi volesse festeggiare il compleanno del bambino a scuola chiediamo di consultare sempre la propria insegnante di sezione, i bambini vengono festeggiati dopo pranzo con la torta della scuola, vengono aggregati i compleanni della stessa settimana, è possibile organizzare una festa con laboratorio con i genitori del festeggiato nel pomeriggio dalle 16 alle 18:30 ma occorre contattare la coordinatrice.
  • l’abbigliamento del bambino dovrà essere sempre comodo e funzionale (niente salopette o cinture). I bambini utilizzano da ottobre a maggio circa il grembiule del colore della loro sezione, solo il giorno di psicomotricità è consentito entrare in scuola senza grembiule, vi preghiamo di abituare i bambini al rispetto di questa piccola regola. Nel caso vengano prestati abiti della scuola gli stessi dovranno essere restituiti dopo un adeguato lavaggio;
  • consultare il menu esposto in ingresso; qualora vostro figlio avesse bisogno di un alimento particolare per indisposizione informare le maestre Si ricorda inoltre che per coloro necessitano di una dieta particolare le famiglie sono tenute a presentare un certificato medico in direzione;
  • per le uscite didattiche è necessario compilare da parte dei genitori l’autorizzazione specifica fornita dalla scuola .Qualora il bambino dopo l’adesione non possa partecipare alla visita sarà restituita soltanto la somma relativa all’ ingresso se la struttura ospitente lo presvede e trattenuta la quota per i mezzi di trasporto;
  • si invita a leggere con attenzione gli avvisi che vengono appesi in bacheca e le comunicazioni che trovate dentro l’ armadietto del bambino. Per quanto riguarda tutto ciò che non è specificamente indicato, si rimanda alla normativa vigente.

CORREDO

  • Pantofole o scarpine con suola di gomma con allacciatura semplice (es. velcro)
  • Asciugamano con asola con il nome del bambino (dimensione circa 30 x 40 cm) NON PIU’ GRANDI!!
  • 1 bavagliolo con elastico per la pappa con il nome del bambino
  • 1 cambio completo (maglietta intima, mutandine, calze, pantaloni, maglia) adeguati alla stagione, in un sacchetto di tessuto con nome e cognome del bambino
  • 1 grembiulino a quadrettini blu o gialli secondo il gruppo classe di appartenenza (chiedere alle insegnanti)
  • 1 lenzuolino per sotto con gli angoli (non necessita lenzuolo di sopra), cuscino con federa, copertina (secondo stagione), il tutto in un sacchetto grande di stoffa con nome e cognome del bambino
  • Spazzolino da denti e dentifricio con fluoro adeguato all’età dei bambini, non dentifrici da adulti!

Il cambio di bavagliolo, asciugamano, grembiule e necessario per il riposo deve essere effettuato settimanalmente.

Tutto riposto in un sacchetto di stoffa e tutto singolarmente contrassegnato con nome e cognome (o iniziale del cognome).

La Direzione non si assume responsabilità per lo smarrimento di cose non debitamente contrassegnate.

SOMMINISTRAZIONE DI MEDICINALI

I medicinali NON possono essere somministrati

  1. Le figure professionali
  • Orario uffici e insegnanti

I genitori che desiderano incontrare individualmente i docenti, sono invitati a fissare con qualche giorno di anticipo l’appuntamento con il docente stesso.

LA  COORDINATRICE DIDATTICO-PEDAGOGICO riceve tutti i giorni, 7:30-18:30 ma è consigliabile prendere un appuntamento.

E’ possibile fare richieste di moduli o certificati anche via mail all’indirizzo: info@bimboporto.it

Le rette vanno corrisposte entro il 5 del mese, a mezzo bonifico oppure contanti assegni e bancomat in ufficio dal lunedì al venerdì 7:30-9:30 e il mercoledì e venerdì anche 15:30-18:30

  • Le persone che operano nella scuola

La nostra principale e grande risorsa è il BAMBINO, in tutto il suo essere, attorno al quale interagiscono più persone:

  • LA FAMIGLIA: ambiente naturale all’interno del quale si realizza la prima educazione, viene qui chiamata a condividere e sorreggere le scelte riguardanti la collaborazione con la scuola.
  • IL COORDINATORE DIDATTICO DELLA SCUOLA: coordina ogni direzione e le scelte di ognuna di esse; fa da garante nel preservare il Progetto educativo dell’Istituto; si adopera per adeguare sempre più l’opera educativa della Scuola alle effettive esigenze degli alunni, cura i rapporti con il personale docente e non docente, cura le riunioni del Collegio Docenti. E’ responsabile del funzionamento della Scuola dell’Infanzia e del nido per quanto riguarda l’ordinamento interno e il buon andamento generale,
  • IL COLLEGIO DEI DOCENTI: alle insegnanti è affidata dalle famiglie parte dell’educazione dei loro figli; esse sono direttamente responsabili dell’organizzazione, della progettazione metodologica e didattica della scuola.
  • IL PERSONALE AUSILIARIO: collabora con i docenti ed instaura rapporti positivi con i bambini

Docenti:

Loredana Callea, sezione BLU

Ileana Tarlao, sezione GIALLI  (sostituita temporaneamente da Erika Savoia)

Matteo Armone, pomeriggio

Patrizia Garrone INGLESE e COORDINAMENTO

Deborah Pavanello Giocomotricità

Personale ausiliario:

Letizia Valenti, cucina

Clara Bertino, pulizie

Verde Carone, volontaria

8.3 La formazione del personale

L’aggiornamento professionale e le attività di formazione sono elementi di qualità della nostra Offerta Formativa: forniscono ai docenti strumenti culturali e scientifici per supportare la sperimentazione, la ricerca-azione, l’innovazione didattica favorendo la costruzione dell’identità dell’Istituzione scolastica; l’innalzamento della qualità della proposta formativa e la valorizzazione professionale. Il Piano di formazione-aggiornamento, deliberato dalla Dirigenza per il triennio 2015-2018 sulla base delle Direttive ministeriali, degli obiettivi del POF, dei risultati dell’Autovalutazione di Istituto e del Piano di Miglioramento, tiene conto dei seguenti elementi:

  • il bisogno, espresso dai docenti, di rafforzare le competenze progettuali, valutative, organizzative, pedagogiche e relazionali, per affrontare i cambiamenti che la società propone,
  • l’esigenza di conoscere l’evoluzione del quadro normativo,
  • l’attenzione alla sicurezza e alla salute nell’ambiente di lavoro,
  • l’approfondimento di aspetti culturali, epistemologici e didattici sia disciplinari che interdisciplinari,
  • la necessità di implementare la relazione con le famiglie, il territorio e i referenti istituzionali, con particolare riferimento a specifiche problematiche, all’handicap e alle difficoltà di apprendimento.

Il piano di aggiornamento prevede l’adesione a corsi organizzati dalla FISM ed Enti territoriali, ma si avvale anche delle risorse e delle competenze interne, proponendo la condivisione e l’apertura al confronto quali modalità ricorrenti del lavoro collegiale.

Si farà pertanto ricorso, secondo le esigenze, alle seguenti risorse:

  • Personale docente interno con specifiche competenze
  • soggetti esterni che svolgano un’attività di consulenza in seminari e incontri-dibattito;
  • reti tra scuole FISM che promuovano modalità di ricerca-azione e riflessione sulle esperienze.

 

O

 

Questo documento è suscettibile di modifiche in itinere, tempestivamente comunicate algi utenti.

San Mauro, 31 ottobre 2016

La coordinatrice, Patrizia Garrone.

 

[1] Ministero Istruzione Università e Ricerca